Buongiorno a tutti …
Oggi vorrei parlare di un argomento che riguarda la politica internazionale e che coinvolge diversi paesi, l’Italia in primis. Sto parlando del caso Emergency scoppiato in questi giorni. Andiamo a vedere prima di tutto che cosa è successo:
Cinque giorni fa sono stati arrestati a Lashkar Gah, nel Sud dell’Afghanistan, tre dipendenti italiani di Emergency, insieme ad altre sei persone del posto. L’accusa è di aver partecipato ad un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Il comando Nato in Afghanistan afferma che l’operazione è stata condotta dalla forze di sicurezza afghane. Tuttavia Emergency è in disaccordo su questo punto, ritenendo che l’arresto fosse invece stata compiuto dal contingente Nato – Isaf, dal momento che chi li ha avvisati di quanto avvenuto si è qualificato come ufficiale dell’Isaf.
Al momento dell’arresto, nell’ospedale dove i tre medici lavoravano, sono state trovate munizioni e due cinture esplosive. Il governatore della provincia di Helmand, Gulab Mangal, avrebbe dovuto a breve far visitare proprio in quell’ospedale e secondo la polizia locale si sarebbe verificato in quell’occasione l’attacco per il quale sono stati arrestati i volontari di Emergency sotto richiesta dei talebani.
La Farnesina ha subito preso le distanze da quanto successo: Franco Frattini, ministro degli esteri, ha subito tenuto a precisare che Emergency è una struttura umanitaria non riconducibile ad attività finanziate dalla cooperazione italiana. Un pò come dire “Arrangiatevi, noi con questi qua non centriamo niente, fategli quello che volete basta che non ve la prendiate con l’Italia”. Aggiungendo in un’intervista successiva che comunque verrà fatto di tutto per accertare i fatti e prestare tutto l’aiuto necessario ai medici di Emergency coinvolti nella vicenda “Anche se l’orientamento politico di Emergency è noto a tutti”, queste le parole gravissime di Frattini, come se dall’opinione politica si decidesse se aiutare una persona o no. Se dobbiamo affidare a queste persone la sicurezza dei nostri connazionali impegnati in azioni umanitarie all’estero stiamo freschi!
Nella giornata di oggi sembra che la Farnesina darà comunque dei contributi più concreti, oltre ai messaggi di Berlusconi e Frattini al Presidente Karzai, infatti, i medici arrestati riceveranno la visita dell’inviato speciale del ministro deli esteri, Attilio Iannucci e dell’ambasciatore italiano a Kabul, Claudio Glaentzer.
Anche Emergency va all’attacco con una conferenza stampa a Kabul, sempre nella giornata di oggi, e un incontro a Roma, domani, tra Gino Strada e i giornalisti, anche per presentare la manifestazione da lui organzzata nella capitale per sabato a sostegno dell’organizzazione da lui fondata.
Nel frattempo lo stesso Gino Strada interviene oggi sull’operato del governo italiano affermando che gli interessa soltanto che i medici arrestati possano tornare al loro lavoro, dal momento che tutta la vicenda, secondo il fondatore di Emergency, è un buffonata per screditare l’organizzazione. Lamenta inoltre la diversità di trattamento riservato agli italiani in Afghanistan: “Fossero stati tre cittadini americani erano liberi in tre minuti. Fossero stati tre cittadini tedeschi, francesi, spagnoli o dei paesi scandinavi erano liberi in quattro minuti. Gli italiani invece si può lasciarli lì per giorni senza nemmeno vedere un avvocato”. Queste le parole di Gino Strada
Anche Italia dei Valori ha fatto sentire la sua voce sulla vicenda con l’intervento del portavoce del partito, Leoluca Orlando: «Il silenzio di Berlusconi è assordante. Da quando i tre operatori italiani di Emergency sono stati ingiustamente rapiti e detenuti senza alcun capo d’imputazione, il presidente del Consiglio, impegnato a farsi bello davanti ai grandi, non ha detto una parola in favore dei tre italiani illegalmente detenuti. Le famiglie sono in ansia ma Berlusconi non se ne cura. Eppure sono volontari che si sono spesi per offrire cure e assistenze mediche alla popolazione afgana, lasciando casa e famiglia. In compenso, ignobili sono stati gli attacchi ad Emergency da parte di ministri e capigruppo della maggioranza che, invece di attivarsi per chiedere la liberazione dei nostri connazionali, hanno addirittura ipotizzato un fiancheggiamento della ong con i terroristi».
Questo e ciò che e successo e queste sono le reazioni di chi è deputato ad intervenire in maniera incisiva nella vicenda. Emergency è un organizzazione umanitaria fondata sull’idea che ogni essere umano ha diritto alle cure necessarie soprattutto, ma non solo, nei paesi maggiormente dilaniati dalla guerra, come l’Afghanistan. Questa idea di uguaglianza non è certo accettata in quei paesi dove l’odio, anche all’interno dello stesso territorio, tra diverse etnie ha raggiunto dei livelli preoccupanti. In un clima del genere Emergency è detestata proprio per il servizio super partes che offre a chiunque indiscriminatamente, per questo non sono da escludersi manovre pre screditarla ed espellerla da territori come l’Afghanistan. L’Italia, da parte sua, dovrebbe dimostrarsi superiore di fronte a queste inconcepibili derive razziste, per questo desta molte perplessità il comportamento di eccessiva prudenza tenuto dal nostro ministero degli esteri e dal governo italiano in generale, con cadute terrificanti da parte dei soliti Gasparri e Capezzone che sembrano voler lasciare intendere che siccome l’organizzazione di Emergency, secondo loro, privilegia una classe politica non legata al loro partito, allora i volontari di tale organizzazioni che si trovano ora in seria difficoltà non meritano un impegno più tenace da parte delle istituzioni italiane.
Vi lascio con il link per visitare il sito ufficiale di Emergency http://www.emergency.it/ . Ed invito tutti a sottoscrivere l’appello promosso da Emergency sul sito per sostenere i tre medici italiani coinvolti nella vicenda che vi ho appena raccontato.
Un saluto a tutti!
Nicola Modafferi
Le tensioni tra Sitta e il PD
Buongiorno a tutti …
Parliamo oggi del celebrimmo progetto “Modena Futura“, realizzato e portato avanti ormai da due anni e mezzo dall’assessore all’Urbanistica di Modena il geometra Daniele Sitta con la complicità, non so quanto importante, del sindaco Giorgio Pighi.
Mala tempora currunt per il nostro più importante assessore che, vedendosi recentemente messo in difficoltà dalle tante aziende che puntano su di lui per ottenere appalti e favori vari, come se non bastasse sembra dover fronteggiare anche un abbandono del suo stesso partito al suo prezioso progetto urbanistico.
“Modena Futura”, ricordiamo, è un progetto politico che si prefigge di avviare un confronto politico, secondo Sitta, sul futuro della città e delle pre – condizioni per avviare un lavoro sui temi urbanistici.
Il tradimento del PD si è verificato, secondo l’assessore, durante l’ultima commissione sull’urbanistica dove sono state ospitate le commissioni ambientaliste che hanno la colpa di attaccare Sitta da sempre proprio per questo suo progetto che ignora totalmente qualsiasi legge sulla salvaguardia dell’ambiente. Non c’è male per un assessore che ha fondato sul confronto politico un progetto per la sua città prendersela perchè a questo confronto vogliono partecipare anche degli ambientalisti, una bella lezione di Democrazia, indubbiamente.
Questa sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ultimo dei tanti tiri che il PD avrebbe giocato al geometra, sempre secondo Sitta; di conseguenza, l’ideatore di “Modena Futura”, ha scritto una mail di fuoco al partito esprimendo il suo disagio per un gruppo consiliare, il sindaco per primo, che lo avrebbe abbandonato invece di supportarlo e difenderlo. Ricordando gli obiettivi prefissati dal suo progetto, lamenta che soprattutto davanti al momento di effettuare un confronto politico è venuto meno il sostegno da parte del PD di fronte alle accuse avanzate dalle opposizioni. Come dire: “Non ho una difesa forte, quindi non voglio essere attaccato dall’altra squadra”.
Una mail che ha il sapore di una resa di fronte alla mancata presa di posizione forte dei democratici, un malcontento che si aggiunge a tanti altri presenti all’interno del PD modenese, un partito che da Giugno ha perso 6 punti percentuali dando retta agli ultimi risultati delle elezioni regionali (il PD ha ottenuto nel comune di Modena il 44%, alle ultime amministrative si era assestato al 50,2%). Con questa instabilità il centrosinistra dovrà prima o poi fare i conti in maniera seria, rivalutando, anche alla luce di questi ultimi avvenimenti, il ruolo e l’importanza all’interno del partito di Sitta, motivo principale della mancata alleanza con Italia dei Valori, un’alleanza che ora più che mai risulta essere determinante per un PD che a Modena rischia il tracollo. Perciò è giunto il momento di interrogarsi se mantenere intatto il ruolo e il progetto del geometra Sitta o venire incontro a quelle che sono le richieste di noi dell’Italia dei Valori per quel che riguardo il futuro della nostra città soprattutto sul piano legato all’urbanistica, onde evitare così di permettere al centrodestra di poter sperare in un futuro non tanto lontano di poter governare anche su Modena.
Vi lascio fornendovi dei dati pubblicati oggi su “L’informazione di Modena” molto interessanti a proposito degli ingenti capitali che girano nel settore dell’edilizia modenese, sono dati che danno un’idea sull’obiettivo del PD di puntare sul grande affare degli appalti edilizi per rilanciare l’economia modenese.
“E’ di 177 milioni di euro l’importo complessivo dei 613 appalti pubblici aggiudicati in provincia di Modena nel corso del 2009, con 294 subappalti autorizzati. L’anno precedente gli appalti aggiudicati erano stati 682 per 197 milioni di euro. Spostandoci ai cantieri privati autorizzati, nel 2009 sono stati 1.154 per 391 milioni di euro (3.793 i subappalti). Nel 2008 gli appalti privati erano stati 867 per 371 milioni di euro. Scendendo nel dettaglio degli importi, metà delle aggiudicazioni pubbliche riguarda lavori sotto i 100mila euro, un altro 25 per cento è nella fascia tra i 100 e i 200 mila euro. Gli appalti di valore superiore al milione di euro sono stati 34. Limitando l’indagine al solo Comune di Modena come stazione appaltante, nel 2009 gli appalti aggiudicati sono stati 116 per 41 milioni di euro, oltre 12 dei quali sul tema viabilità e sicurezza stradale. Nel 2008 gli appalti erano stati 113 per 61 milioni di euro; 122 nel 2007 per 32 milioni di euro. Ma nel 2008 un solo appalto, quello relativo al parcheggio del Novi Sad, ha avuto un valore superiore ai 31 milioni di euro. Escludendo quello dall’indagine, l’ultimo anno presenta un incremento rispetto alla media degli anni precedenti, a partire dal 2005. Nel territorio del capoluogo, inoltre, nel
2009 sono stati autorizzati 304 cantieri privati per oltre 135 milioni di euro; nel 2008 i cantieri erano stati 253 per 141 milioni di euro.
La Provincia di Modena in quanto stazione appaltante nel 2009 ha aggiudicato 71 appalti per oltre 15 milioni di euro, 13 dei quali sul tema viabilità e sicurezza stradale (109 gli appalti complessivi del 2008, per quasi 18 milioni).”
Un saluto a tutti!
Nicola Modafferi