Salve a tutti …
Non sono solito su questo sito parlare delle magagne dei vari partiti locali, ma quello che è accaduto all’interno del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ultimamente mi ha fatto molto riflettere:
Cosa è accaduto? Divergenze sulle poltrone da assegnare. Il più classico dei problemi per qualsiasi partito, molto curioso per un movimento che si dichiara totalmente contro il sistema partitico italiano e dal quale vuole quindi distinguersi. Alle ultime elezioni regionali il movimento dei grillini ha fatto il pieno di voti in Emilia Romagna, arrivando ad una percentuale attorno al 7,5% in tutta la regione; questo successo elettorale gli ha consentito di poter eleggere oltre al loro candidato presidente della regione Giovanni Favia, eletto nel collegio di Bologna, anche un altro consigliere regionale. Questa seconda poltrona sembrava destinata alla modenese Sandra Poppi, grazie alle sue 717 preferenze, ma i grillini decidono di agire in modo diverso e per il posto da consigliere avanzano il nome di Andrea Defranceschi che nel suo collegio, sempre quello di Bologna, di preferenze ne ha raccolte 317.
Per decidere tra questi due nomi, i grillini hanno organizzato giovedì sera un’assemblea a Bologna con 40 rappresentanti del territorio regionale con il compito di votare chi, tra Defranceschi e Poppi, far salire in regione: la spunta Defranceschi con 31 voti a 8. Ad essersi astenuto dal voto è stato proprio Favia.
Questo caso ha suscitato molte polemiche all’interno del movimento 5 stelle per diversi motivi: una mancata risoluzione della faccenda tramite sondaggio on – line tra i grillini (visto l’uso intenso della rete da parte del movimento di Grillo), il sospetto che la decisione sia stata presa solo per la tessera dei Verdi che la Poppi possedeva tanti anni fa, il fatto di rappresentare la regione solo da una città, il mancato riconoscimento dell’impegno della Poppi …
Insomma è innegabile che, in questo caso, i grillini siano caduti nella più classica diatriba della politica italiana, quella per la spartizione del potere.
Questo caso, dicevo all’inizio, mi ha fatto molto riflettere sull’impossibilità probabilmente di poter essere utili alla nostra società senza venire ad un minimo di compromessi con la politica. Ciò non vuol dire vendere l’anima al diavolo , non parlo dei compromessi Berlusconi – Bossi, vuol dire mantenere una propria identità facendo però i conti con le altre forze che la società sceglie. Noi dell’Italia dei Valori siamo molto rigidi su quelli che sono per noi i nostri valori fondanti, ma cerchiamo di conciliare questa nostra legittima esigenza di personalità con il lavoro concreto per i cittadini e per questo siamo sempre aperti al confronto con il Partito Democratico. Anzi, così facendo noi portiamo un arricchimento al PD, gli portiamo quella credibilità che gli manca, li stimoliamo a fare i conti con quelle che sono le priorità che loro difficilmente da soli porrebbero all’attenzione, come ad esempio la legalità. Questo è il progetto di ricostruzione del centrosinistra, di ricomposizione dell’alternativa a Berlusconi che da troppo tempo manca. Se ci limitiamo a strillare fuori dal recinto, in minoranza, non possiamo adempire ai compiti di cui ci hanno incaricato i nostri elettori. Contemporaneamente a distruggere un sistema politico sbagliato bisogna anche lavorare per cotruirne uno nuovo ed efficace. I grillini ora hanno tanta gente che spera in loro, nel loro operato, ma come pensano di soddisfare queste speranze avendo ben poco peso nelle istituzioni? Per migliorare il paese bisogna fare politica, per fare politica bisogna entrare nelle istituzioni e lavoravi concretamente. C’è un limite ovviamente, come ho detto prima, nelle alleanze: noi dell’Italia dei Valori siamo alleati con il PD a livello nazionale perchè ci da le garanzie che noi richiediamo, a Modena però non lo siamo alleati, proprio perchè lì sarebbe vendere l’anima al diavolo, allearsi solo per una questione di poltrone denigrando la nostra identità. Perciò non dico ai grillini di allearsi in qualsiasi circostanza, ma di prendere in considerazione la possibilità di farlo in alcuni casi. Ritengo sia un fondamento sbagliato perchè qualunquista nel movimento di Grillo il fatto di non allearsi a prescindere.
Proprio noi dell’Italia dei Valori abbiamo un programma del tutto simile ai grillini, soprattutto per le tematiche legate alla legalità e all’ambiente, perchè escluderci da una qualsiasi eventuale alleanza solo perchè siamo un partito politico?
Non voglio essere equivocato, io non ho nessuna autorità di aprire ufficialmente un confronto con i grillini, e quindi non è questo il mio obiettivo. Il mio obiettivo è solo interrogare i grillini su questa tematica. Spero non ne restino indifferenti.
Un saluto a tutti!
Nicola Modafferi
I grillini come gli altri partiti politici?
Non sono solito su questo sito parlare delle magagne dei vari partiti locali, ma quello che è accaduto all’interno del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ultimamente mi ha fatto molto riflettere:
Cosa è accaduto? Divergenze sulle poltrone da assegnare. Il più classico dei problemi per qualsiasi partito, molto curioso per un movimento che si dichiara totalmente contro il sistema partitico italiano e dal quale vuole quindi distinguersi. Alle ultime elezioni regionali il movimento dei grillini ha fatto il pieno di voti in Emilia Romagna, arrivando ad una percentuale attorno al 7,5% in tutta la regione; questo successo elettorale gli ha consentito di poter eleggere oltre al loro candidato presidente della regione Giovanni Favia, eletto nel collegio di Bologna, anche un altro consigliere regionale. Questa seconda poltrona sembrava destinata alla modenese Sandra Poppi, grazie alle sue 717 preferenze, ma i grillini decidono di agire in modo diverso e per il posto da consigliere avanzano il nome di Andrea Defranceschi che nel suo collegio, sempre quello di Bologna, di preferenze ne ha raccolte 317.
Per decidere tra questi due nomi, i grillini hanno organizzato giovedì sera un’assemblea a Bologna con 40 rappresentanti del territorio regionale con il compito di votare chi, tra Defranceschi e Poppi, far salire in regione: la spunta Defranceschi con 31 voti a 8. Ad essersi astenuto dal voto è stato proprio Favia.
Questo caso ha suscitato molte polemiche all’interno del movimento 5 stelle per diversi motivi: una mancata risoluzione della faccenda tramite sondaggio on – line tra i grillini (visto l’uso intenso della rete da parte del movimento di Grillo), il sospetto che la decisione sia stata presa solo per la tessera dei Verdi che la Poppi possedeva tanti anni fa, il fatto di rappresentare la regione solo da una città, il mancato riconoscimento dell’impegno della Poppi …
Insomma è innegabile che, in questo caso, i grillini siano caduti nella più classica diatriba della politica italiana, quella per la spartizione del potere.
Questo caso, dicevo all’inizio, mi ha fatto molto riflettere sull’impossibilità probabilmente di poter essere utili alla nostra società senza venire ad un minimo di compromessi con la politica. Ciò non vuol dire vendere l’anima al diavolo , non parlo dei compromessi Berlusconi – Bossi, vuol dire mantenere una propria identità facendo però i conti con le altre forze che la società sceglie. Noi dell’Italia dei Valori siamo molto rigidi su quelli che sono per noi i nostri valori fondanti, ma cerchiamo di conciliare questa nostra legittima esigenza di personalità con il lavoro concreto per i cittadini e per questo siamo sempre aperti al confronto con il Partito Democratico. Anzi, così facendo noi portiamo un arricchimento al PD, gli portiamo quella credibilità che gli manca, li stimoliamo a fare i conti con quelle che sono le priorità che loro difficilmente da soli porrebbero all’attenzione, come ad esempio la legalità. Questo è il progetto di ricostruzione del centrosinistra, di ricomposizione dell’alternativa a Berlusconi che da troppo tempo manca. Se ci limitiamo a strillare fuori dal recinto, in minoranza, non possiamo adempire ai compiti di cui ci hanno incaricato i nostri elettori. Contemporaneamente a distruggere un sistema politico sbagliato bisogna anche lavorare per cotruirne uno nuovo ed efficace. I grillini ora hanno tanta gente che spera in loro, nel loro operato, ma come pensano di soddisfare queste speranze avendo ben poco peso nelle istituzioni? Per migliorare il paese bisogna fare politica, per fare politica bisogna entrare nelle istituzioni e lavoravi concretamente. C’è un limite ovviamente, come ho detto prima, nelle alleanze: noi dell’Italia dei Valori siamo alleati con il PD a livello nazionale perchè ci da le garanzie che noi richiediamo, a Modena però non lo siamo alleati, proprio perchè lì sarebbe vendere l’anima al diavolo, allearsi solo per una questione di poltrone denigrando la nostra identità. Perciò non dico ai grillini di allearsi in qualsiasi circostanza, ma di prendere in considerazione la possibilità di farlo in alcuni casi. Ritengo sia un fondamento sbagliato perchè qualunquista nel movimento di Grillo il fatto di non allearsi a prescindere.
Proprio noi dell’Italia dei Valori abbiamo un programma del tutto simile ai grillini, soprattutto per le tematiche legate alla legalità e all’ambiente, perchè escluderci da una qualsiasi eventuale alleanza solo perchè siamo un partito politico?
Non voglio essere equivocato, io non ho nessuna autorità di aprire ufficialmente un confronto con i grillini, e quindi non è questo il mio obiettivo. Il mio obiettivo è solo interrogare i grillini su questa tematica. Spero non ne restino indifferenti.
Un saluto a tutti!
Nicola Modafferi