Buongiorno a tutti … Parliamo oggi di ciò che sta riempiendo la stampa locale da giorni ovvero le due ordinanze antialcol firmate di recente dal sindaco di Modena Giorgio Pighi.
Andiamo ad informarci sul contenuto di queste ordinanze:
1) Divieto per titolari o gestori di attività commerciali di vendere per asporto o consumo sul posto, o cedere a terzi a qualsiasi titolo bevande alcoliche dalle 20 alle 7 del giorno successivo. Questi divieti si applicano ai gestori di attività che si trovano in vie, vicoli o piazze comprese nel perimetro indicato da via Muratori, via Tassoni, via Emilia Ovest, via Zucchi – Cialdini, linea ferroviaria, via Menotti e via Trento Trieste. Ai titolari o gestori di circoli o associazioni private che si trovano all’interno della zona delimitata dalle vie già indicate, è vietato vendere alcolici dalle 20 alle 7 del giorno successivo per asporto.
Il discorso cambia per le attività artigianali: in questo caso è, infatti, consentita la vendita per il consumo immediato dentro i locali autorizzati. Ma ai titolari delle attività artigianali con vendita di alimenti di produzione propria, con sede nella zona delimitata dalle vie già indicate, è vietato vendere alcolici per asporto dalle 22 alle 7 del giorno successivo.
Agli artigiani è però consentita dalle 20 alle 22 la vendita di bevande alcoliche a bassa gradazione (inferiore a 6 % vol) purché avvenga assieme alla vendita di alimenti di produzione propria e il consumo all’interno dei locali autorizzati. L’ordinanza vieta inoltre di consumare o detenere a scopo di consumo ogni genere di bevanda alcolica in contenitori di ogni genere su aree pubbliche o soggette ad uso pubblico.
2) E’ vietata la vendita o la cessione anche gratuita di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ai minori di 16 anni nei luoghi pubblici e in qualsiasi altro luoghi soggetti ad uso pubblico (associazioni, attività artigianali ..)
Sanzioni: Se un minore di 18 anni sarà sorpreso ubriaco più volte dalle forze di polizia, queste trasmetteranno la notificazione al sindaco prima ancora che ai genitori o a chiunque eserciti la patria potestà. Il sindaco attraverso i servizi comunali preposti farà convocare i genitori al fine di segnalare il ripetersi degli illeciti informandoli contemporaneamente della disponibilità dell’amministrazione comunale a definire interventi di appoggio che siano ritenuti eventualmente necessari.
Per chi violerà quest’ordinanza prevista una sanzione amministrativa fino ad un massimo di 500 euro.
Ieri sera si sono visti oltre 200 ragazzi a Largo Sant’Agostino manifestare contro queste ordinanze a loro avviso lesive della libertà individuale. Un protesta civile dove i ragazzi avevano preparato due tavolini, uno dove si offriva da bere thè e camomilla per ironizzare su questi nuovi provvedimenti ed uno con birre e superalcolici.
Personalmente ritengo per quel che concerne il divieto di vendere bevande alcoliche ai minori di 16 anni, che il comune non faccia altro che mettere in pratica ciò che l’articolo 689 del codice penale prevede. Perciò su questo punto il discorso non si può risolvere in sede comunale non rientrando nelle competenze delle istituzioni locali.
Mi ritrovo in disaccordo sul coinvolgimento della figura del sindaco nell’operazione di riabilitazione del minore: la figura istituzionale dovrebbe essere rappresentata, in questo caso, unicamente dalla polizia perchè sono le forze dell’ordine ad avere il compito di informare la famiglia e il giovane di quelli che sono i rischi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche ed indirizzarli verso enti preposti al recupero del soggetto. Mi sfugge il contributo ulteriore che può essere fornito dal sindaco laddove esistono altri riferimenti territoriali preposti a tale compito, rischia di rivelarsi una mancanza di fiducia nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine, dal momento che nell’ordinanza vi è scritto che sarà il sindaco ad informare sul pericolo dell’alcol e ad indirizzare verso strutture di recupero.
Sul divieto, oltre un certo orario certamente molto restrittivo, per chiunque di consumare bevande alcoliche in zone delimitate non nascondo le mia perplessite.
A mio avviso il lavoro svolto a Modena di prevenzione, di sensibilizzazione al problema dell’abuso di alcolici è stato insufficiente. Non vi è stata da parte del Comune una piena comprensione di quello che è il fenomeno “i giovani e l’alcol”. Ritengo che per ottenere risultati efficaci occorra studiare a fondo il fenomeno sociale che abbiamo davanti ai nostri occhi da tempo: lo si fa parlando con gli interessati, i giovani. Poi, una volta conosciuto il problema, occorre far partire una seria campagna di sensibilizzazione, fondata sull’ascolto reciproco e sul far comprendere ad un individuo i motivi per cui è meglio non sottovalutare i pericoli derivanti dall’alcol. Coltivare la loro responsabilità cogliendo questa occasione per farli aprire gli occhi verso l’età adulta.
I metodi sono quelli che molti città in Italia, Ferrara mi viene in mente, hanno adottato in diverse occasioni: banchetti davanti ai pub e alle discoteche,ad esempio, con opuscoli informativi sul tema “alcol”, con giovani pronti a parlare e a confrontarsi avendo l’obiettivo di far comprendere fino in fondo il problema. Esistono nel mondo delle associazioni giovanili che hanno questo obiettivo, come ad esempio l’associazione “Unf” in Svezia, una realtà che potrebbe essere presa da esempio per affrontare il problema legato all’alcolismo giovanile.
In una realtà dove il consumismo fa parte del più normale degli stili di vita e dove l’esagerazione in qualsiasi occasione è vista come l’affermazione e l’ascesa sociale di una persona, il lavoro da fare è tanto e non si risolve dall’oggi al domani, bisogna perciò convincersi che non si giunge ad una soluzione definitiva con certi provvedimenti autoritari ad effetto immediato e devastante, perchè si crea così uno scontro nel quale le due forze in campo (giovani e istituzioni) ne usciranno con le ossa rotte. Occorre un progetto con dei chiari fondamenti pedagogici, a lungo termine, che rispettino le esigenze di entrambe le parti in causa per giungere insieme al traguardo.
Un saluto a tutti!
Nicola Modafferi




Un Commento
Ciao, a Tolmezzo abbiamo avuto analoga ordinanza per quanto riguarda il consumo e l’abuso di sostanze alcoliche da parte dei minori.
L’Amministrazione ha pensato (solamente) a multare i genitori dei ragazzi trovati in “difetto”.
Ovviamente non è seguito nulla poichè alla semplice richiesta:
“Se nell’ipotesi mi pervenisse una multa come genitore, posso costituirmi parte civile per denunciare l’esercente? ed in questo caso il Comune quali azioni intraprenderebbe contro il gestore del locale?”
Ciò premesso si concorda nell’azione di sensibilizzazione del problema, non solo alcol però, ma anche ludodipendenza ed altre forme di devianza giovanile, responsabilizzando le strutture apposite.
Un’ultima annotazione, si ritiene giusto il coinvolgimento del Sindaco in quanto nell’attuale ordinamento delle Autonomie Locali rappresenta l’autorità sanitaria territoriale.
Saluti
Paolo